Parla Piero

È già sera. La solita sera di qui. Dove tutto sembra finito. Senza pulsione e senza speranza.
Piero si gira e s'accorge di essere solo.


"Madonnina che freddo. Non è venuto con me neanche il Gino.
È rimasto a pulire il bar della Lurida.
Ho le paturnie. Stasera. Mi batte il cuore, tachicardia.
Forse sto morendo. Per fortuna si muore.
Mi manca qualche strato di pelle.
Mi stanno attaccando i virus.
Virus femmine. Come Moira e anche Maria.
Maria, Maria, Maria, com'è bella però. Anche con quei vestitini ridicoli.
Mi spiazza, quando parla. Mi sento nudo.
Trova sempre il modo per reagire alla mediocrità. Ma come fa?
Maria sei una grossa antenna. Dai e ricevi. Quanto cazzo t'invidio.
Io non sono più buono a niente.
Ho parlato tanto, stasera. Dovrò rimediare. Ficcarmi con la testa sott'acqua per chissà quanto tempo.
Non vorrei vedere nessuno. Bien-bien. Mi fa male tutto. Anche l' acqua frizzantina .
Non riesco più a fare il maschione galante, le donne vogliono quello, quello, dio è vero, vogliono quello.
Maria, io non ho niente da darti. Al massimo vienimi ad accarezzare il gatto e io godrò per lui. Come fa Gino a dire tutte quelle boiate?
Io che sono stato in galera senza essere condannato, solo per fare compagnia ai carcerati. Io che ho lottato per gli operai, le donne, i diritti. Mi trovo nel garage dell'Inferno.
Non è rimasto niente. Si sono portati via tutto. A cosa devo pensare.
Mi fa male questo cazzo, tutto solo.
Dovrò andare dal medico. Magari uomo. Così può capire le mie storie , uguali alle sue, lui che è guarito.
Hanno rotto anche l'ultimo lampione.
Mi hanno rotto tutti.
Il Vov che mi brucia lo stomaco, la sua brillantina, il suo odore e le chiacchiere da Gazzetta dello Sport. Ma non voglio dispiacere a Gino. Quello poi s'arrabbia.
Nessuno è più cretino di lui. Ma è l'unico che mi tiene sù.
Devo fingere di divertirmi e di eccitarmi. Magari pensa di tenermelo sù, il morale del cazzo.
Ma è quello che mi merito. Non potrei dare niente a nessuno in questo momento.
Con lui si parla di donne. Donne, diciamo bambole di gomma
Pensa che io mi beva tutto. Povero Gino. Deve aver battuto la testa o è proprio così. Non si può inveire.
Ma è quello che mi merito.Io li avevo gli amici giusti. Ci siamo persi. Non ci siamo più ritrovati.
È quello che mi merito. Meglio non pensare.
Mamma, il giorno del primo esame ti eri cucita una gonna nuova. Mi mettevi i fazzoletti bianchi in tasca. E poi piangevi. All'Università non mi salutavi perché ti vergognavi e nell'ascensore hai avuto gli occhi bassi per tutti i dieci piani.
Mamma, nell'ascensore hanno tutti gli occhi bassi.
Papà, perché non sei entrato? Per il vestito da contadino e le unghie nere?
Papà, sei morto e io non mi sono laureato.
Cosa può esserci di peggio per un padre contadino.
Non sono riuscito a tenermi niente. Neanche voi. Quando sei morto avevi la bocca aperta e sembrava che mi parlassi. Tu che non parlavi mai.
Papà accarezzami ed io mi faccio piccolo piccolo, per entrare in quel loculo comprato a rate. Siamo dei pezzenti papà, non possiamo neanche morire.
Quanto mi piacerebbe accompagnare un ragazzino a scuola."

(è tratto dal mio primo romanzo)

 

posted by laPetruzzelli @ 04:28 - venerdì, 31 ottobre 2008
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Dignità

Ieri a teatro durante le prove un paziente-attore di un centro di salute mentale con cui sto mettendo in scena una riscrittura del Malato Immaginario, mi ha detto:

"Teresa, tu mi piaci perchè..." e io lì che già pensavo alle mie parti anatomiche. Invece...

"Mi piaci perchè hai tanta, tanta dignità"

Dignità. Bello sentirselo dire. In bocca al lupo per il debutto di stasera, caro Roberto.

Anzi, noi teatranti, come augurio, ci diciamo :"MERDA!!!"

posted by laPetruzzelli @ 08:20 - mercoledì, 29 ottobre 2008
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Preghiera

Poliziotto, scudo di plastica e casco.

Armato attendi ordini dall'alto. Fermo rigido con qualche insulto ancora tra i denti. Serrati dall'imminente e probabile carica. Bestemmia.

Pensa ai tuoi figli. Stanno prendendo in giro anche te. Non caricare. Non obbedire.

Sono solo studenti, maestri, disoccupati, famiglie che proprio come te stentano a vivere.

In piccionaia ad aspettare che caschi l'ultima tegola del  fatiscente teatro.

Ricorda Genova,  quanto sangue innocente è stato versato. Inutile.

Stiamo come prima. E non riusciamo neanche a guardarci negli occhi.

Ti prego poliziotto, non caricare.

 

posted by laPetruzzelli @ 06:17 - mercoledì, 29 ottobre 2008
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Concy

Concita Concita, ma a chi vuoi darla a bere? La minigonna con Gramsci!

E s'intravede pure l'autoreggente. Una raffinatezza dell'Oliviero.

posted by laPetruzzelli @ 12:12 - martedì, 28 ottobre 2008
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Ossignur

A Bologna protestano perchè hanno tolto l'happy hour...

Poveri noi poveracci. Dove andremo a bere alle 18 in punto? Un cicchettino, uno spritzino.

 Niente, neanche una cedrata.

Ossignur!

posted by laPetruzzelli @ 11:55 - martedì, 28 ottobre 2008
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Pazienza

Disperato Andrea,

eri tra le rocce del Gargano e non ci siamo visti.

Strano, io son così brava a captare. Poi qualcuno è arrivato dalla parte più nascosta della baia.

 Eri riccioluto, alto e con qualche pezzo di carbone tra le dita. E guardavi il vento. Poi un gabbiano garganico deve averti distratto e sei andato via arrabbiato tra i pini mughi, inerpicandoti sulle rocce più alte.

 Manderemo i canadair a cercarti. Con tutte le forze. Manderò i miei agenti, Francesco Stella, il migliore. Che ora immortale siede in un quadro impressionista.

Straziante Andrea. Tu sai che la tua bellezza è stata inutile. Potevi anche essere fatto di fango e  farina. Così, per rimpastarti un'altra volta.

Tristemente Andrea. Gli anni duri son finiti. Qui viviamo già risucchiati. Galattico futuro. Di tanto in tanto ci viene a far visita. Come una vecchia zia. Ma non ti porta mai con sè.

Ammaliante Andrea. A nulla è valsa la tua voce impostata d'attore scelto. Il più amato dal Capocomico. 

Via  in una tournee infinita.

Infinito Andrea.

posted by laPetruzzelli @ 06:34 - sabato, 25 ottobre 2008
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Dedicato

Dedicato a quelli che proprio non sanno dare.

Non gli riesce. Non è colpa loro. Forse un gene.

Dedicato a quelli che trattano gli altri come bastoni di liquirizia da sfilacciare e succhiare.

La linfa potrebbe esaurirsi. 

E dedicato anche a chi non sa prendere. Diffusa presunzione. Noi che siamo. Noi che sappiamo.

Sappiamo cosa?

Nel dubbio si passa la notte aspettando la luce.

posted by laPetruzzelli @ 05:04 - venerdì, 24 ottobre 2008
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Taranto

A  Taranto muoiono tanti bambini di cancro.

Ma lei non c'entra. Taranto è bellissima. Una ragazza che si mette due lacrimoni di strass e la sera vuole uscire. Agile, allegra, con tanti aghi di pino tra i capelli. Quando  arriva il tramonto sui due mari, lei si stende sulla sabbia umida e sogna un qualsiasi futuro , mentre i militari la spiano da lontano. Respira a fatica, ma lei non c'entra.

 

posted by laPetruzzelli @ 17:11 - mercoledì, 22 ottobre 2008
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Quel cane

 

Quel cane che mia madre abbraccia nella foto stile fifty tacchi a spillo e gonna a campana, nel negozio di tubi Fibronit e urla paterne. Un negozio senza amore.

Quel cane, figlio d'un cane è un signorotto di paese. Orecchie abbassate per la spedizione verso uova appena covate.


Quel cane che mia madre abbraccia in quella foto veniva da lontano e  spesso parlava al futuro.

Oggi avrebbe 50  anni.

Quel cane accompagnava mia madre ad ogni sposalizio solo per le paste di mandorla.

Quel cane ululava, teneva comizi e si faceva sempre perdonare.

 

posted by laPetruzzelli @ 16:57 - mercoledì, 22 ottobre 2008
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Lina e Tina

"Lina vieni a prendere un tè da me?"

"No cara, t'invito io. La mia lapide è più grande. In due ci stiamo meglio. Con tutto quello che m'è costato stò marmo rosa!"

"Tina, ma ci pensi, un tempo ci serviva il tè il maggiordomo muto con quei deliziosi butter cookies"

"E parlavamo di uomini"

"Te lo ricordi il Sebastiano, quel napoletano nobless-nobless, con le gambe magrissime e la testa minuscola. Uno struzzo. D'allevamento.

"E il Lanfranco.. viscido e baro.Un serpente a due teste.

"E quello lì, come si chiamava...Gustav. A letto starnazzava come un'oca di Provence. Quanto l'ho amato..."

"Lo hai amato perchè era lontano. E' facile amare chi è lontano. Una costruzione perfetta, ma inabitabile. Chimere..."

"Inconfutabile. Che codardi gli uomini!"

"Eppure i guerrieri esistono"

"Che dici avrei dovuto indossare un abito da soiret in chiffon?"

"Tanto qui chi ti vede?"

"Sorseggia piano, due bustine di Early Grey devono durare un' eternità!"

 

posted by laPetruzzelli @ 19:03 - martedì, 21 ottobre 2008
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